Dal 5 Aprile al 25 Maggio, la BPI Pompidou e l'Istituto di Cultura Bulgaro di Parigi organizzano una retrospettiva di cinema documentario Bulgaro, che ripercorre vent'anni di opere inedite o poco note.

CINEMA: la Bulgaria si racconta al Pompidou

Dal 5 Aprile al 25 Maggio, la BPI Pompidou e l’Istituto di Cultura Bulgaro di Parigi organizzano una retrospettiva di cinema documentario Bulgaro, che ripercorre vent’anni di opere inedite o poco note.

Parlare di cinema Bulgaro in generale significa raccontare un ambiente cinematografico spesso considerato di “nicchia”, che, pur presente nele selezioni di festival e pur sfornando opere interessanti – si pensi a Blaga’s Lessons o a Windless – difficilmente viene trattato come un ambiente cinematografico rilevante. Che la Bibliothéque Publique d’Information del Centre Pompidou, responsabile di retrospettive interessanti di cinema documentario (tra cui una dedicata al documentarista lituano Audrius Stonys, lo scorso autunno), scelga di dedicare una programmazione non solo al cinema bulgaro, ma nello specifico al cinema documentario bulgaro, permette una riflessione su una serie di opere e di cercare di trovare l’elemento unificatore, ciò che rende il cinema documentario bulgaro un’entità, a prescindere dalla comune provenienza nazionale.

Georgi and the Butterflies di Andrey Paunov è il film d’apertura del programma, raccontando la personalità di Georgi Lulchev, il direttore di una casa d’accoglienza per malati mentali, che ogni giorno sembra pensare ad una nuova idea strampalata per fornire un’attività ai suoi pazienti – ed avviare una qualche impresa. Life Almost Wonderful di Svetoslav Draganov segue tre fratelli che hanno compiuto scelte di vita agli antipodi fra loro, tra chi cerca la fama televisiva e chi si ritira alla vita monastica. Il programma prosegue con film come Cambridge di Eldora Traykova, su una comunità rom dedita all’istruzione, o Mayor Shepherd Widow Dragon di Eliza Petkova, che racconta un paesino in spopolamento in cui realtà e leggenda si fondano tra loro. Si può già dedurre da questo accenno quale sia la prospettiva data alla programmazione: un ventaglio di tematiche variopinte, una società bulgara le cui contraddizioni e realtà molteplici sono il fattore comune che può essere ritrovato nella produzione documentaristica.

La retrospettiva, dal titolo Si la Bulgarie m’était contée (“Se mi raccontassero la Bulgaria”) sarà tenuta in due tranche di serate, una dal 5 al 6 ed il 16 Aprile, l’altra dal 16 al 18 Maggio, con la importante presenza degli autori, e con reprises fino al 25, presso il Forum des Images. Consigliamo la partecipazione a chiunque si trovi a Parigi.

Chi è Viktor Toth

Critico cinematografico specializzato in cinema dell'Europa centro-orientale, collabora con East Journal dal 2022. Ha inoltre curato le riprese ed il montaggio per alcuni servizi dal confine ungherese-ucraino per il Telefriuli ed il TG Regionale RAI del Friuli-Venezia Giulia.

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