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Società, politica e cultura dell'est Europa

E-BOOK: Croazia, romanzo criminale. Un’inchiesta

CROAZIA: Romanzo criminaledi Matteo Zola e Gaetano Veninata

La Croazia sta per ultimare il suo percorso d’adesione all’Unione Europea, un grande risulato per Zagabria e per Bruxelles. Le contraddizioni dell’adesione croata, inizialmente prevista per il 2007 e rinviata fino al 2013, sono però molte. L’attuale classe dirigente del partito di governo, Hdz (partito democratico), è composta in buona misura dagli stessi uomini che ad inizio anni Novanta si spesero per l’indipendenza croata. L’Hdz è il partito fondato da Franjo Tudjman, eroe della patria per i croati, criminale di guerra per la giustizia internazionale. In questi vent’anni di potere l’Hdz ha gestito la guerra, il dopoguerra e la stabilizzazione democratica sempre nello stesso modo. Un modo criminale.

Quella che in quest’inchiesta (in parte pubblicata sul numero di settembre della rivista  Narcomafie) raccontiamo è una storia criminale lunga vent’anni, con connessioni in mezza Europa, che affonda le radici nella guerra d’indipendenza croata e che passa per Medjugorie, il Vaticano, la Germania e l’Austria, Jorg Haider, la mafia balcanica, l’omicidio Pukanic, la corruzione politica, la crisi economica e la nazionalizzazione delle banche, i criminali di guerra, fino all’arresto dell’ex premier Ivo Sanader lo scorso dicembre.

Nel dicembre 2010 l’arresto di Ivo Sanader, premier fino al 2009, ha svelato un intreccio criminale tra politica, mafia e banche che per vent’anni ha stritolato la Croazia. Un intreccio che abbiamo cercato di ricostruire, tassello su tassello, facendo nomi di primo piano come quello dell’ex presidente della Repubblica, Stejpan Mesic, del governatore della Banca centrale, Zeliko Rohatinski, di politici come l’ex premier Sanader, il generake Zagorec, l’attuale primo ministro Kosor, il ministro degli interni Karamarko, il superboss Darko Saric, il criminale kosovaro Qazim Osmani, l’ex amministratore delegato della Hypo Group, Wolfgang Kulterer, l’ex governatore della Baviera, Edmund Stoiber… Un lungo romanzo criminale.

Nota:

Il lavoro che presentiamo è un working paper, come tale in continuo aggiornamento e sottoposto a costante verifica. Si ringraziano la rivista Narcomafie per la fiducia dimostrata e l’istituto di credito Hypo Alpe Adria Group per la disponibilità e la collaborazione. Hypo Group, nella sua nuova amministrazione nominata a seguito della nazionalizzazione del 2009, non c’entra più nulla con i fatti presentati e sta anzi fattivamente collaborando con le magistrature al raggiungimento della verità.

INDICE:

Parte prima: Croazia, di nascita criminale – 1) Introduzione 2) Joint criminal enterprise 3) La Germania e la diaspora 4) Con l’aiuto di Dio, l’affaire Medjugorie 5) La via criminale 6) Osmosi tra crimine e politica 7) Politica, mafia e finanza. La Croazia oggi

Parte seconda: Financial mafjia – 1) L’arresto di Ivo Sanader 2) Hypo Bank sull’orlo della bancarattota 3) Kulterer e il vaso di Pandora 4) Il rapporto Fokus 5) Haider il grande mediatore 6) Stoiber, il padrone della Baviera 7) Felix e il primo ministro 8) La seconda repubblica delle mafie 9) L’omicidio Pukanic 10) Pukanic e il Montenegro 11) Darko Saric e Hypo bank 12) La storia infinita  – - – Box A) Intervista a Francesco Strazzari – Box B) La storia di Hypo Bank – Box C) Gli “amici” di Sanader

7 risposte a E-BOOK: Croazia, romanzo criminale. Un’inchiesta

  1. Pingback: Il romazo criminale croato

  2. matteotacconi 20 settembre 2011 alle 13:04

    letto su narcomafie. interessante, bravi

  3. Rocco 4 ottobre 2011 alle 00:57

    E’ un’inchiesta molto interessante, lucida e senza dubbio abbastanza esaustiva.
    Per chi già conosce i temi di cui il libro parla è un modo per approfondirli e farsi un’dea più completa di un mondo parallelo e onnipresente nello sviluppo della Croazia stessa.
    Per chi magari, non proprio informatissimo sulla realtà croata, è al contrario un modo per accrescere i propri pregiudizi su queste “territori” ad est….
    Credo però, come ho già tempo fa avuto modo di dire in mio commento che la presa di posizione e soprattutto di condanna da parte di voi autori è forte. Sembra quasi che vi appelliate a quella che alcuni chiamano responsabilità collettiva…..
    Se questo allora è vero e se il passato è ciò che condiziona il presente allora, la presenza in Europa di nazioni come l’Ungheria, la Romania, la Grecia, l’Italia stessa, dovrebbe essere messa in discussione,
    Con questo voglio dire che è giusto processare i colpevoli ma è veramente miserabile additare una nazione intera come sembra che ripetutamente facciate.

    Grazie per l’attenzione, sperando che questa volta il mio commento non sia ignorato, come è accaduto altre volte, in quanto, forse, portatore di critiche non proprio positive per Voi…..

    • Redazione 4 ottobre 2011 alle 11:49

      Ciao Rocco
      guarda, se in passato non ti abbiamo risposto mi spiace. Mi ricordo bene delle tue osservazioni precedenti. Purtroppo, come forse sai, noi qui facciamo tutto per “hobby”. Nessuno ci paga, è una cosa fatta per passione. Ed è la passione per l’Europa orientale e per i Balcani a spingerci ad indagarli e – quando vediamo del marcio – a dire che c’è il marcio. Questo senza voler additare nessuno, non siamo “tifosi” di questa o quella nazione. Credo – ma posso sbagliare – che il caso croato sia interessante anzitutto perché nessuno ne parla- Molto si parla di Kosovo, Serbia, ma poco di Croazia. Eppure, nel silenzio, il crimine e la corruzione politica soffocano il Paese. Perché non dovremmo dirlo? Da parte mia spero che i croati capiscano che la loro classe politica non brilla, ma ancor più vorrei che i croati (come pure serbi, albanesi, bosniaci, macedoni) riflettano sulla loro Storia. In Germania hanno avuto il nazismo, l’hanno affrontato, metabolizzato, espulso. Ci hanno fatto i conti, come società. Ed ora sono una grande società. L’Italia ha avuto il fascismo, non ci ha fatto i conti. L’ha rimosso o catalogato come un “errore perdonabile”. Infatti non è una grande società, ma è divisa, aggressiva, cieca. La Croazia può scegliere. E’ ancora in tempo. Sta per entrare in Europa e, benché tutti parlino male dell’Europa, significa che il Paese è uscito dall’angolo e può dialogare alla pari con le nazioni “storiche” del vecchio continente. La Serbia è ancora nel buco, ma la Croazia può uscirne.

      Ad oggi è uscito solo questo e-book sulla Croazia ma nel sito, ti prego di verificare, siamo stati duri anche con la Serbia, con l’Ungheria, con il Kosovo. Non ne abbiamo ancora fatto dei lavori d’inchiesta, è vero. Ma ci va tempo, e ne abbiamo poco. Pian piano lo faremo. Se, per esempio, abbiamo poco scritto di Romania è perché finora abbiamo avuto meno tempo per studiarla, non perché siamo “fan” della Romania. Il nostro scopo non è accrescere i pregiudizi, che ce ne viene in tasca? Mica ci paga nessuno?! Appena possiamo ci andiamo, in Croazia, Romania, Ucraina, Ungheria… Ci piace, alcuni di noi ci vivono o ci hanno vissuto, altri hanno parenti, amici, affetti.
      Ma se c’è del marcio, cosa dobbiamo fare? dire che la Croazia ha le spiagge belle e non dire che Sanader è un mafioso?

      tante volte ci siamo dovuti difendere dall’accusa di voler screditare questo o quel popolo. Ma è assurdo, per quale motivo dovremmo farlo? così, invece di riflettere insieme, si sale sulle barricate. E i pregiudizi, allora, ce li ha chi ci attacca, chi si sente un perseguitato, chi ritiene di dover salvare l’onore di popoli che noi non abbiamo alcuna intenzione di offendere. Certo, ci sono responsabilità collettive ma anche meriti collettivi. Quando la Croazia diventerà una Polonia dei Balcani, rinnegando il nazionalismo più radicale e facendo i conti col proprio passato, ne saremo i “cantori”. So bene che lei, Rocco, non si erge a difensore della Croazia. Il mio è un discorso generale, fatto per spiegarle come non sia nel nostro ordine di idee “prendercela” con qualcuno. Un saluto

      Matteo Zola

      • Rocco 5 ottobre 2011 alle 14:04

        Grazie mille per avermi risposto. Io in effetti qui ci vivo, a Zagbria, e ti confido che vedo cose che ti fanno pensare veramente tanto. inaftti apparentemente tutto è calmo e soprattutto erchè la gente è ancora in quella fase di “depressione” post bellica a casua anche delle promesse non mantenute dalle “famose” famiglie……
        I reduci che inneggiano ancora a miti passati in effetti sono i soli a farsi sentire, anche se manipolati dagli stessi che li hanno traditi: un cane che si morde la coda.
        Comuque credo che sia anche qui giunto il tempo del reale cambiamento, fatto da chi ha sofferto per la nazione, credendo veramente di poter avere un futuro migliore.
        Conosco gente della parte est della Croazia, dei giovani sui 30anni, e posso affermare che anche se hanno visto e subito tanto, ora sono capaci di guardare avanti, sperando di essere finalmente giudicati per ciò che sono.

  4. Mari 5 ottobre 2011 alle 22:47

    E’ ovvio che chi ha scritto questo e-book ci ha vissuto pure lui in queste zone!
    Tutti sanno che studiare certi fenomeni (contemporanei) non è sufficiente, bisogna viverli per saperli spiegare.
    Altrimenti come si potrebbe parlare di “romanzo criminale” a priori?

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